Sito internet

Da Wikilegal.
Versione delle 05:27, 26 mag 2010, autore: Giuliapicchi (Discussione | contributi)

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Come dimostrato da diverse ricerche in merito a come i clienti scelgono uno studio legale, il sito Internet è diventato uno strumento di marketing indispensabile. Certamente, non è il solo, ma essere presenti online ormai non è più solo un’opzione: negarne l’importanza è un atteggiamento anacronistico in un’epoca in cui la maggior parte delle persone passa ore e ore di fronte ad un computer e naviga anche con il cellulare.

D’altra parte però, è altrettanto vero che chi invece ha deciso di dotarsi del proprio sito internet non sempre l’ha fatto nel migliore dei modi –o, quantomeno, non sempre centrando gli obiettivi desiderati.

La prima delle regole (di marketing) che viene più spesso infranta è quella che detta l’obbligo di differenziarsi, di trovare una propria formula per rendersi unici e immediatamente riconoscibili tra tutti i –numerosi- concorrenti. Il risultato: una sovrabbondanza di siti strutturati tutti nello stesso modo, che offrono le stesse funzioni e che, altrettanto di frequente, ripropongono le foto delle scale del tribunale, il martello del giudice, le sale riunioni e la biblioteca dello studio.

Secondo gli esperti, il sito internet dovrebbe assolvere almeno 5 requisiti per essere veramente efficace:

• proporsi come punto di riferimento;

• supportare il brand, il nome dello studio;

• rinforzare le relazioni esistenti;

• essere uno strumento di recruiting;

• costituire un ponte verso il futuro.

Vediamoli uno per volta.

Proporsi come punto di riferimento Al livello più elementare, il sito deve poter aiutare i visitatori a raccogliere informazioni in merito allo Studio ed alle persone che ci lavorano. E’ indispensabile che sia facilmente navigabile e che consenta di trovare rapidamente ciò che si sta cercando. Un vostro potenziale cliente sarebbe in grado di evincere dal sito la vostra professionalità e quella delle risorse che operano nelle diverse aree di practice?

Un’altra considerazione attiene alla caratteristica del sito di risultare intuitivo e facile da usare. Gli studi dimostrano che le persone normalmente guardano prima di tutto ciò che è posizionato nell’angolo in alto a sinistra dello schermo: non è un caso che nella maggior parte dei siti la barra di navigazione sia posizionata là. Purtroppo, quasi inevitabilmente, le informazioni che essa contiene sono praticamente sempre le stesse: “chi siamo”, “aree di attività”, “professionisti”, “lavora con noi”. Le formule più avanzate prevedono anche una funzione di ricerca interna e altre sezioni quali: “news”, “uffici”, “eventi” e “alumni”. In effetti, quello che maggiormente stupisce è la scarsa propensione ad articolare la propria attività per settori visto e considerato che, a parità di altri fattori, i clienti preferiscono e scelgono professionisti che abbiano maturato una certa esperienza seguendo casi simili al loro.

A livello di contenuti, poi, non sempre i siti sono sufficientemente dinamici né vengono aggiornati abbastanza di frequente. In generale, poi, è un peccato che i link riconducano prevalentemente alle biografie degli avvocati piuttosto che agli articoli, alle newsletter ed alle altre notizie e sezioni rilevanti dello studio.

Poiché, come abbiamo detto all’inizio, un sito di base si propone prevalentemente come punto di riferimento, una delle più frequenti ragioni che spingono il visitatore a dargli un’occhiata, è poter trovare delle indicazioni e magari anche una mappa che spieghi come raggiungere lo studio. E il vostro le ha?

Nei prossimi articoli saranno analizzati gli altri requisiti che un sito deve avere per essere efficace.


Giulia Picchi – info@marketude.it - www.marketude.it

marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti

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