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		<title>Wikilegal - Contributi utente [it]</title>
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		<updated>2026-06-06T09:33:15Z</updated>
		<subtitle>Contributi utente</subtitle>
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		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Sito_internet_II</id>
		<title>Sito internet II</title>
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				<updated>2010-06-08T08:02:34Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''I siti internet: un utile strumento di marketing se… si presta la dovuta attenzione! (II parte)'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’articolo precedente abbiamo cominciato ad analizzare i requisiti che un sito deve avere per essere efficace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Supportare il brand, il nome dello studio''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché sia veramente uno strumento efficace, il sito ha il compito di supportare il brand e rinforzare il nome dello studio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pochi però lo fanno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quasi sempre manca uno “slogan” o una “tagline” che riassuma in pochissime battute la promessa di valore dello studio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche meno di frequente viene sviluppato uno stile unico, che abbia una sua personalità e, soprattutto, che consenta di distinguere il sito dalla maggior parte degli altri. &lt;br /&gt;
Non solo i contenuti e l’articolazione delle sezioni ma anche i colori scelti sono praticamente sempre gi stessi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene diverse ricerche dimostrino che le persone tendono ad associare la fiducia al blu (spesso i loghi delle banche, infatti, sono di questo colore), inspiegabilmente la gran parte delle home page degli studi predilige il bianco e il grigio, mentre solo alcune, un po’ più “audaci”, scelgono la gamma dei rossi e degli aranci. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Curiosamente, anche i case study, che rivelano come uno studio approccia una questione e che, per questo, vengono considerati molto importanti da quasi la totalità dei clienti, non trovano uno spazio adeguato nei siti degli studi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’uso di fotografie e illustrazioni è abbastanza normale e sono pochi i siti che le concentrano solo nella home page; d’altra parte, come anticipato, spesso le immagini ripropongono varie versioni degli stessi soggetti, per lo più evocative del mondo legale e finanziario e, in questo senso, non consentono al sito di distinguersi adeguatamente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella maggior parte dei casi, lo studio sceglie come proprio dominio (l'indirizzo di un sito Web, ossia quella successione di lettere che un utente deve digitare per accedere al sito) un’abbreviazione del proprio nome: può senz’altro essere una buona scelta, a patto che l’acronimo che ne risulta non evochi qualcos’altro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel prossimo articolo concluderemo l’analisi dei requisiti che un sito deve avere per essere efficace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia Picchi – info@marketude.it - www.marketude.it&lt;br /&gt;
marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Sito_internet_III</id>
		<title>Sito internet III</title>
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				<updated>2010-06-08T08:01:49Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Creata pagina con ''''I siti internet: un utile strumento di marketing se… si presta la dovuta attenzione! (III''' parte)   Il presente articolo conclude l’analisi dei requisiti che un sito dev…'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''I siti internet: un utile strumento di marketing se… si presta la dovuta attenzione! (III''' parte)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il presente articolo conclude l’analisi dei requisiti che un sito deve avere per essere efficace. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Rinforzare le relazioni esistenti''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito internet dello studio dovrebbe anche contribuire a rinforzare le relazioni con i clienti fornendo informazioni e offrendo servizi e opportunità di scambio e collaborazione on-line. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una via per farlo, è rendere accessibili i servizi anche al di fuori degli orari fatturabili, ad esempio attraverso una extranet che riservi ai clienti degli spazi accessibili tramite una password personale. Una extranet, oltre a convogliare informazioni e documenti, offrire dei “deal room” dove i clienti hanno accesso ai documenti e sono anche in grado di vedere le loro fatture online contribuisce a confermare ai clienti che lo studio è tecnologicamente avanzato e pronto ad utilizzare anche i mezzi informatici per poter migliorare il servizio reso. Un’altra possibilità è permettere agli utenti di personalizzare le pagine del sito: un’opzione, però, che ha un senso offrire se il sito è dinamico e in costante aggiornamento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più sporadicamente, nel panorama telematico degli studi, compaiono anche i blog. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto bene, i blog sono in grado di attrarre tanto interessamento ad uno sito, perche possono essere una fonte di informazione. Si aspetta un’evoluzione positiva dei blog anche in virtù del fatto che possono influenzare i ranking dei motori di ricerca- e i cosiddetti RSS (Real Simple Syndication), ovvero quei formati dedicati alla distribuzione, sul Web, di contenuti e notizie, generiche o relative ad uno specifico argomento. Effettivamente, anche se gli RSS possono in prima battuta entusiasmare, è sempre opportuno chiedersi perché mai i clienti dovrebbero riferirsi proprio al sito dello studio –e non, per esempio, a quello del quotidiano da loro letto- per leggere lì le ultime news. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora pochi siti, infine, dedicano una sezione agli “alumni”: un peccato se si considera che gli ex collaboratori degli studi possono costituire un’importante referenza ed essere una fonte preziosa per stringere nuove relazioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Essere uno strumento di recruiting''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sito dello studio ha anche il compito di proporsi come strumento di recruiting: a parte dalle relazioni personali, gli studenti e i professionisti che desiderano sottoporre la propria candidatura, raccolgono le prime informazioni proprio dal sito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eppure, non sono molti quelli che dedicano al recruiting una speciale attenzione: nella migliore delle ipotesi, in una pagina uguale a tutte le altre, è presente solo un modulo da compilare. Un peccato visto che, soprattutto i giovani appena laureati, hanno un fortissimo senso di appartenenza e cercano studi in cui i valori siano non solo condivisi ma anche promossi in tutti i modi -compreso attraverso il sito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre a tutti questi punti è opportuno anche aggiungerne un altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ormai in rete le informazioni a disposizione degli utenti sono moltissime: chi cerca un professionista e digita il suo nome in google trova un po’ di tutto. Non sempre però ciò che appare corrisponde appieno al profilo di chi sta cercando: vecchie fotografie, omonimi, ecc. rischiano di compromettere l’idea che il navigatore si sta facendo del professionista.&lt;br /&gt;
E quindi, per quanti ancora manifestano delle resistenze rispetto al fatto di dotarsi di un proprio sito web, lascio una riflessione: le informazioni che ci riguardano, meglio governarle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia Picchi – info@marketude.it - www.marketude.it&lt;br /&gt;
marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Sito_internet_II</id>
		<title>Sito internet II</title>
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				<updated>2010-06-08T07:59:10Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Creata pagina con ''''I siti internet: un utile strumento di marketing se… si presta la dovuta attenzione! (II parte)'''  Nell’articolo precedente abbiamo cominciato ad analizzare i requisiti c…'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''I siti internet: un utile strumento di marketing se… si presta la dovuta attenzione! (II parte)'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’articolo precedente abbiamo cominciato ad analizzare i requisiti che un sito deve avere per essere efficace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Supportare il brand, il nome dello studio&lt;br /&gt;
Perché sia veramente uno strumento efficace, il sito ha il compito di supportare il brand e rinforzare il nome dello studio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pochi però lo fanno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quasi sempre manca uno “slogan” o una “tagline” che riassuma in pochissime battute la promessa di valore dello studio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche meno di frequente viene sviluppato uno stile unico, che abbia una sua personalità e, soprattutto, che consenta di distinguere il sito dalla maggior parte degli altri. &lt;br /&gt;
Non solo i contenuti e l’articolazione delle sezioni ma anche i colori scelti sono praticamente sempre gi stessi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sebbene diverse ricerche dimostrino che le persone tendono ad associare la fiducia al blu (spesso i loghi delle banche, infatti, sono di questo colore), inspiegabilmente la gran parte delle home page degli studi predilige il bianco e il grigio, mentre solo alcune, un po’ più “audaci”, scelgono la gamma dei rossi e degli aranci. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Curiosamente, anche i case study, che rivelano come uno studio approccia una questione e che, per questo, vengono considerati molto importanti da quasi la totalità dei clienti, non trovano uno spazio adeguato nei siti degli studi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’uso di fotografie e illustrazioni è abbastanza normale e sono pochi i siti che le concentrano solo nella home page; d’altra parte, come anticipato, spesso le immagini ripropongono varie versioni degli stessi soggetti, per lo più evocative del mondo legale e finanziario e, in questo senso, non consentono al sito di distinguersi adeguatamente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella maggior parte dei casi, lo studio sceglie come proprio dominio (l'indirizzo di un sito Web, ossia quella successione di lettere che un utente deve digitare per accedere al sito) un’abbreviazione del proprio nome: può senz’altro essere una buona scelta, a patto che l’acronimo che ne risulta non evochi qualcos’altro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel prossimo articolo concluderemo l’analisi dei requisiti che un sito deve avere per essere efficace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia Picchi – info@marketude.it - www.marketude.it&lt;br /&gt;
marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Sito_internet</id>
		<title>Sito internet</title>
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				<updated>2010-05-26T05:27:03Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: I siti internet: un utile strumento di marketing se… si presta la dovuta attenzione! (I parte)&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Come dimostrato da diverse ricerche in merito a come i clienti scelgono uno studio legale, il sito Internet è diventato uno strumento di marketing indispensabile. Certamente, non è il solo, ma essere presenti online ormai non è più solo un’opzione: negarne l’importanza è un atteggiamento anacronistico in un’epoca in cui la maggior parte delle persone passa ore e ore di fronte ad un computer e naviga anche con il cellulare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D’altra parte però, è altrettanto vero che chi invece ha deciso di dotarsi del proprio sito internet non sempre l’ha fatto nel migliore dei modi –o, quantomeno, non sempre centrando gli obiettivi desiderati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prima delle regole (di marketing) che viene più spesso infranta è quella che detta l’obbligo di differenziarsi, di trovare una propria formula per rendersi unici e immediatamente riconoscibili tra tutti i –numerosi- concorrenti. Il risultato: una sovrabbondanza di siti strutturati tutti nello stesso modo, che offrono le stesse funzioni e che, altrettanto di frequente, ripropongono le foto delle scale del tribunale, il martello del giudice, le sale riunioni e la biblioteca dello studio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli esperti, il sito internet dovrebbe assolvere almeno 5 requisiti per essere veramente efficace:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	proporsi come punto di riferimento;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	supportare il brand, il nome dello studio;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	rinforzare le relazioni esistenti;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	essere uno strumento di recruiting;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
•	costituire un ponte verso il futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vediamoli uno per volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proporsi come punto di riferimento&lt;br /&gt;
Al livello più elementare, il sito deve poter aiutare i visitatori a raccogliere informazioni in merito allo Studio ed alle persone che ci lavorano. E’ indispensabile che sia facilmente navigabile e che consenta di trovare rapidamente ciò che si sta cercando. Un vostro potenziale cliente sarebbe in grado di evincere dal sito la vostra professionalità e quella delle risorse che operano nelle diverse aree di practice?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’altra considerazione attiene alla caratteristica del sito di risultare intuitivo e facile da usare. Gli studi dimostrano che le persone normalmente guardano prima di tutto ciò che è posizionato nell’angolo in alto a sinistra dello schermo: non è un caso che nella maggior parte dei siti la barra di navigazione sia posizionata là. Purtroppo, quasi inevitabilmente, le informazioni che essa contiene sono praticamente sempre le stesse: “chi siamo”, “aree di attività”, “professionisti”, “lavora con noi”. Le formule più avanzate prevedono anche una funzione di ricerca interna e altre sezioni quali: “news”, “uffici”, “eventi” e “alumni”.  In effetti, quello che maggiormente stupisce è la scarsa propensione ad articolare la propria attività per settori visto e considerato che, a parità di altri fattori, i clienti preferiscono e scelgono professionisti che abbiano maturato una certa esperienza seguendo casi simili al loro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A livello di contenuti, poi, non sempre i siti sono sufficientemente dinamici né vengono aggiornati abbastanza di frequente. In generale, poi, è un peccato che i link riconducano prevalentemente alle biografie degli avvocati piuttosto che agli articoli, alle newsletter ed alle altre notizie e sezioni rilevanti dello studio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poiché, come abbiamo detto all’inizio, un sito di base si propone prevalentemente come punto di riferimento, una delle più frequenti ragioni che spingono il visitatore a dargli un’occhiata, è poter trovare delle indicazioni e magari anche una mappa che spieghi come raggiungere lo studio. E il vostro le ha?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei prossimi articoli saranno analizzati gli altri requisiti che un sito deve avere per essere efficace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia Picchi – info@marketude.it - www.marketude.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Brochure</id>
		<title>Brochure</title>
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				<updated>2010-05-17T14:35:44Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Creata pagina con ''''Strumenti per comunicare: la brochure'''  Diversi sono gli strumenti che uno studio può utilizzare per comunicare all’esterno: l’antesignano di tutti è senza dubbio la b…'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Strumenti per comunicare: la brochure'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diversi sono gli strumenti che uno studio può utilizzare per comunicare all’esterno: l’antesignano di tutti è senza dubbio la brochure. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni anno vengono spese migliaia di euro per scrivere, stampare e distribuire le brochure dello studio nella speranza che possano contribuire a catturare l’attenzione dei potenziali clienti e, in ultima analisi, apportarne di nuovi. Nonostante gli sforzi e le risorse dedicate, la maggior parte dei professionisti ammette di essersi sentita dire, più di una volta, che raramente, quando anche arrivano sulla scrivania del cliente, le brochure vengono almeno sfogliate prima di finire direttamente nel cestino. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La verità è che molte brochure o non vengono realizzate bene o vengono utilizzate male: in moltissimi casi, infatti, pur a fronte della crescente convinzione che siano indispensabili, vengono in realtà ancora considerate più come un male necessario che un’opportunità per farsi conoscere e, nella peggiore delle ipotesi, una specie di “estensione” dei propri biglietti da visita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La brochure, come il resto del materiale informativo prodotto dallo studio, deve essere progettata tenendo presenti gli effettivi comportamenti del possibile cliente in fase di lettura -e non in funzione dell’attenzione che si vorrebbe egli dedicasse al risultato di tanti sforzi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo senso, è meglio ricordare che raramente, infatti, i lettori leggono l’intero contenuto di un documento o seguono l’ordine in cui viene proposto: in genere, piuttosto, scorrono rapidamente la pagina e si soffermano solo sulle informazioni più leggibili–generalmente quelle più evidenti, che per un motivo o per l’altro, “saltano agli occhi”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così facendo, il lettore decide continuamente se approfondire il testo o se insistere ad utilizzare questo sistema di lettura “a scansione” che, in quanto rapido, consente di trattenere solo pochi concetti e, la maggior parte delle volte, di ricordare unicamente i passaggi più rilevanti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli studi sul movimento degli occhi confermano questa tesi ma, senza andare così lontano, è sufficiente osservarsi per appurare che è effettivamente così. Ecco perché anche la brochure dello studio dovrà essere progettata per una “lettura a scansione”: raccontate quello che avete da dire dosando titoli, sottotitoli, figure, illustrazioni, didascalie, elenchi puntati e, in sintesi, tutto quanto contribuisce a rendere più agevole possibile questo tipo di lettura. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più tempo il potenziale cliente spenderà per leggere con attenzione il materiale che ha ricevuto, più possibilità avrete che egli cominci a formarsi un’immagine positiva e si ricordi di voi e dello studio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia Picchi – info@marketude.it - www.marketude.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
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		<title>File:Brochure.doc</title>
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				<updated>2010-05-17T13:45:28Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Strumenti per comunicare: la brochure&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Strumenti per comunicare: la brochure&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Utente:Giuliapicchi</id>
		<title>Utente:Giuliapicchi</title>
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				<updated>2010-02-13T11:22:02Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Giulia Picchi''' è partner di marketude e opera come consulente di marketing, comunicazione e sviluppo del business per studi di avvocati e di commercialisti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia vanta un’approfondita conoscenza sia delle tematiche di marketing, grazie all’esperienza maturata lavorando presso alcune società di consulenza, sia delle problematiche che caratterizzano l’attività di uno studio professionale, grazie al lavoro svolto come Responsabile marketing e comunicazione presso uno studio di commercialisti con sede a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attualmente collabora anche con l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano come Responsabile delle comunicazioni interne e con la Fondazione dei Dottori Commercialisti come Responsabile marketing e comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia si è laureata in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano e ha conseguito il diploma MBA al MIP Politecnico di Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia è anche autrice di alcune pubblicazioni sul marketing per i professionisti in riviste specializzate di settore e partecipa regolarmente come relatrice a conferenze e seminari rivolti sia ad un pubblico nazionale che internazionale, sul marketing legale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia è co-autrice del testo “Strumenti e casi di Marketing per Avvocati” (edito da UTET / WoltersKluwer, 2007), del testo “Comunicare le professioni intellettuali” (edito da Spazio RP, 2008) e del testo “La gestione dello studio legale” (edito del Sole24Ore, 2009) e scrive regolarmente per la colonna &amp;quot;A lezione di marketing&amp;quot; pubblicata all'interno del quotidiano economico giuridico Italia Oggi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giulia_Picchi.jpg]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/File:Giulia_Picchi.jpg</id>
		<title>File:Giulia Picchi.jpg</title>
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				<updated>2010-02-13T11:21:05Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: ha caricato una nuova versione di &amp;quot;File:Giulia Picchi.jpg&amp;quot;:&amp;amp;#32;Giulia Picchi&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/File:Giulia_Picchi.jpg</id>
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				<updated>2010-02-13T11:17:54Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: ha caricato una nuova versione di &amp;quot;File:Giulia Picchi.jpg&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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				<updated>2010-02-13T11:16:41Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: ha caricato una nuova versione di &amp;quot;File:Giulia Picchi.jpg&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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				<updated>2010-02-13T11:14:41Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: ha caricato una nuova versione di &amp;quot;File:Giulia Picchi.jpg&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/File:Giulia_Picchi.jpg</id>
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				<updated>2010-02-13T11:06:56Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Marketing_-_Il_negozio_come_nuova_modalit%C3%A0_per_erogare_servizi</id>
		<title>Marketing - Il negozio come nuova modalità per erogare servizi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikilegal.it/index.php/Marketing_-_Il_negozio_come_nuova_modalit%C3%A0_per_erogare_servizi"/>
				<updated>2010-02-13T10:44:33Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: ha spostato Marketing a Marketing - Il negozio come nuova modalità per erogare servizi&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Il negozio come nuova modalità per erogare servizi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''La teoria'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quali sono le caratteristiche che un cliente chiede al suo professionista di fiducia –al di là, ovviamente, della competenza? &lt;br /&gt;
Disponibilità, reperibilità, cortesia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La capacità di creare un rapporto empatico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due aspetti legati alla comunicazione: l’uso di un linguaggio comprensibile (per le questioni tecniche) e la capacità di parlare la sua stessa lingua (per esempio dimostrando di conoscere bene le dinamiche del settore in cui opera o condividendo le stesse passioni). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prossimità dello studio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità attraverso cui offrire un servizio professionale che soddisfi queste aspettative non sono certo univoche: come sempre è opportuno prima riflettere sul posizionamento desiderato dallo studio, sulla tipologia di clientela a cui lo stesso si rivolge, sul livello di concorrenza e su tutta una serie di altre considerazioni tra cui, non ultimi, la propria situazione e attitudini personali e il coraggio di andare controcorrente. Come sempre il successo deriva dalla coerenza di tutti questi elementi e dalla tenacia con cui si portano avanti le idee innovative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo proposito, negli ultimi anni, il panorama dei servizi ha subito profondi cambiamenti che non solo hanno avuto impatti sulle modalità con cui gli studi comunicano ma più diffusamente sui canali d’offerta e le “modalità di distribuzione” del proprio operato: solo per citare un paio di esempi, c’è chi ha scelto la via della tecnologia e offre oggi servizi on-line e c’è chi allo studio tradizionale ha preferito aprire un negozio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il negozio-studio contribuisce ad abbattere non solo le distanze fisiche ma anche quelle emotive creando più di un’opportunità per condividere la quotidianità. Andare a mangiare con i propri clienti non è più un’attività da pianificare tra i mille impegni in agenda ma semplicemente la naturale conseguenza della prossimità e dei rapporti cordiali stabiliti vedendosi praticamente tutti i giorni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Può un negozio essere la soluzione per ridurre le distanze che frenano chi vorrebbe interpellare il professionista e poi desiste perchè deve prima prendere un appuntamento e poi andare in studio? E può un negozio –non solo il professionista- parlare lo stesso linguaggio del proprio interlocutore? E, infine, può un negozio essere la prova tangibile dell’impegno spesso totale e della cura profusa per curare gli interessi della propria clientela?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' vero che: chi passa davanti al negozio non riesce a non cedere alla curiosità di entrare per chiedere informazioni?&lt;br /&gt;
E' vero che il negozio diventa il punto di riferimento di molti esercenti e cittadini della zona?&lt;br /&gt;
E' vero che la contiguità con i propri clienti e, soprattutto, il fatto di vedere quotidianamente il proprio commercialista che lavora è decisamente rassicurante -nonché oltremodo comodo, visto che è sempre possibile entrare e chiedere un chiarimento?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Voi cosa ne pensate?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per chi l'avesse perso: http://www.corriere.it/economia/10_gennaio_26/divico-avvocati-negozi_801a08d0-0a47-11df-9ce5-00144f02aabe.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Giulia Picchi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Email: info@marketude.it&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Marketing_-_5_mosse_per_fare_marketing_in_tempi_di_crisi</id>
		<title>Marketing - 5 mosse per fare marketing in tempi di crisi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikilegal.it/index.php/Marketing_-_5_mosse_per_fare_marketing_in_tempi_di_crisi"/>
				<updated>2010-02-13T10:42:11Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''5 MOSSE PER FARE MARKETING IN TEMPO DI CRISI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Far bene il proprio lavoro per vedere progressivamente –e spontaneamente- affluire nuova clientela non basta più. Crisi e pressione competitiva hanno acceso i riflettori su un “nuovo” problema: trovare i clienti. E’ arrivato il momento di fare marketing in modo intelligente: cominciate con 5 semplici “mosse”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Impiegate meglio il tempo non fatturabile'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se questo non è il “tempo della raccolta” è senz’altro “il tempo della semina”. State utilizzando il tempo non fatturabile in attività redditizie? Avete pianificato una serie di azioni da realizzare nel breve periodo per guidare la vostra realtà fuori dalla crisi? E’ indispensabile oggi più che mai che ognuno si concentri su quello che sa fare meglio, ossia il proprio lavoro: pertanto fatevi aiutare da un professionista del marketing, interno o esterno che sia. L’importante è non sprecare altro tempo prezioso in iniziative inutili e avviare, al contrario, una serie di operazioni veramente efficaci. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Indagate che cosa rende i vostri clienti dei clienti fedeli''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pensate all’idea di “qualità” che cercate nei rapporti di lavoro: voi, per primi, la state offrendo ai vostri clienti? La fedeltà è un’arma potentissima e come voi “fate sentire” i vostri clienti ha oggi più che mai un impatto diretto sulle loro decisioni “d’acquisto”. Chi si comporta da mero “fornitore di servizi” o come un “mercante” dando per scontata l’attività da svolgere o pensando di poter approfittare dell’occasione del momento ... la fedeltà del cliente se la scorda. E in tempi in cui la concorrenza è agguerritissima spingere i propri clienti a “testare” un altro professionista è decisamente una pessima idea. Rispondete sinceramente: tornereste da un “fornitore” che non vi ascolta attentamente, non è reperibile, non vi dedica il suo tempo, non vi richiama, cerca di liquidare il vostro problema affrettatamente e non è cordiale con voi? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Fate visita ai vostri clienti'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fiducia si guadagna e si mantiene sempre nello stesso vecchio modo: guardandosi negli occhi. Tecnologie sempre più efficienti hanno reso superfluo incontrarsi. Ma solo apparentemente. La verità è che oggi non c’è niente che paga di più che trovare il tempo per visitare i propri clienti e informarsi su come vanno le cose. Nel vostro piano di breve periodo programmate almeno un incontro per parlare con loro e chiedere che cosa li preoccupa di più. Solo recandovi fisicamente presso le loro strutture, potrete davvero capire come “funzionano le cose dalle loro parti”. Sarà una prova del vostro interesse e aiuterà voi a svolgere meglio il vostro lavoro. Potete anche invitarli ad altre iniziative professionali interessanti per la loro attività: condividere momenti dedicati all’apprendimento aiuta a consolidare i rapporti. Anche eventi “più sociali” possono essere efficaci occasioni d’incontro ma attenzione al tipo di cliente e di evento. Ricordatevi le due regole d’oro alla base di tutte le relazioni: ascoltare e dar tempo al rapporto di crescere senza bruciare le tappe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Non abbiate paura di fare le domande giuste'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mai come ora è indispensabile capire a fondo le necessità dei clienti. Troppo di frequente si dà per scontato cosa pensano o si crede che siano soddisfatti solo perchè non se ne sono ancora andati. Non si può più “supporre” o basarsi su informazioni non aggiornate che non riflettono più i loro bisogni correnti. Scegliete il 20% dei clienti che l’anno passato vi ha permesso di realizzare un buon fatturato e intervistatelo per capire che cosa apprezzano, come potete aiutarli e come potete migliorare il servizio offerto. Non scuotete la testa: le interviste al cliente sono il metodo più efficace per comprenderne a fondo i bisogni e identificare eventuali problemi da risolvere. Non scuotetela di nuovo: non potrete sapere quello che il cliente vuole fintanto che non glielo chiederete. Siete o no i loro consulenti di fiducia? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Imparate a leggere le ...altre sfere di cristallo'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta che lo studio è di nuovo a pieno regime, come si imposta il marketing di lungo periodo? In mancanza di una sfera di cristallo, si possono usare altre fonti per capire su quali fronti è vantaggioso impegnarsi. Stampa, internet, camere di commercio, associazioni di categoria, ecc. Fare opportune previsioni vi consente di concentrare i vostri sforzi per es. valorizzando una parte dei servizi che già offrite o dedicando del tempo per apprendere nuove tecniche e specializzarvi in ambiti diversi. Non sottovalutate i cambiamenti normativi: a seguito dell’introduzione di nuove leggi si possono aprire nuovi spazi verso i quali orientare la propria attività. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate marketing in modo intelligente. E’ arrivato il momento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Giulia Picchi'''          &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Email: info@marketude.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
--[[Utente:Giuliapicchi|Giuliapicchi]] 10:22, 13 feb 2010 (UTC)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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		<title>Marketing - Il negozio come nuova modalità per erogare servizi</title>
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				<updated>2010-02-13T10:39:42Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Il negozio studio&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Il negozio come nuova modalità per erogare servizi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''La teoria'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quali sono le caratteristiche che un cliente chiede al suo professionista di fiducia –al di là, ovviamente, della competenza? &lt;br /&gt;
Disponibilità, reperibilità, cortesia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La capacità di creare un rapporto empatico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due aspetti legati alla comunicazione: l’uso di un linguaggio comprensibile (per le questioni tecniche) e la capacità di parlare la sua stessa lingua (per esempio dimostrando di conoscere bene le dinamiche del settore in cui opera o condividendo le stesse passioni). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ancora. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prossimità dello studio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le modalità attraverso cui offrire un servizio professionale che soddisfi queste aspettative non sono certo univoche: come sempre è opportuno prima riflettere sul posizionamento desiderato dallo studio, sulla tipologia di clientela a cui lo stesso si rivolge, sul livello di concorrenza e su tutta una serie di altre considerazioni tra cui, non ultimi, la propria situazione e attitudini personali e il coraggio di andare controcorrente. Come sempre il successo deriva dalla coerenza di tutti questi elementi e dalla tenacia con cui si portano avanti le idee innovative.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo proposito, negli ultimi anni, il panorama dei servizi ha subito profondi cambiamenti che non solo hanno avuto impatti sulle modalità con cui gli studi comunicano ma più diffusamente sui canali d’offerta e le “modalità di distribuzione” del proprio operato: solo per citare un paio di esempi, c’è chi ha scelto la via della tecnologia e offre oggi servizi on-line e c’è chi allo studio tradizionale ha preferito aprire un negozio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il negozio-studio contribuisce ad abbattere non solo le distanze fisiche ma anche quelle emotive creando più di un’opportunità per condividere la quotidianità. Andare a mangiare con i propri clienti non è più un’attività da pianificare tra i mille impegni in agenda ma semplicemente la naturale conseguenza della prossimità e dei rapporti cordiali stabiliti vedendosi praticamente tutti i giorni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Può un negozio essere la soluzione per ridurre le distanze che frenano chi vorrebbe interpellare il professionista e poi desiste perchè deve prima prendere un appuntamento e poi andare in studio? E può un negozio –non solo il professionista- parlare lo stesso linguaggio del proprio interlocutore? E, infine, può un negozio essere la prova tangibile dell’impegno spesso totale e della cura profusa per curare gli interessi della propria clientela?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' vero che: chi passa davanti al negozio non riesce a non cedere alla curiosità di entrare per chiedere informazioni?&lt;br /&gt;
E' vero che il negozio diventa il punto di riferimento di molti esercenti e cittadini della zona?&lt;br /&gt;
E' vero che la contiguità con i propri clienti e, soprattutto, il fatto di vedere quotidianamente il proprio commercialista che lavora è decisamente rassicurante -nonché oltremodo comodo, visto che è sempre possibile entrare e chiedere un chiarimento?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Voi cosa ne pensate?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per chi l'avesse perso: http://www.corriere.it/economia/10_gennaio_26/divico-avvocati-negozi_801a08d0-0a47-11df-9ce5-00144f02aabe.shtml&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Giulia Picchi'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Email: info@marketude.it&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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		<title>Marketing - Il negozio come nuova modalità per erogare servizi</title>
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				<updated>2010-02-13T10:25:36Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Pagina svuotata&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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		<title>Marketing - 5 mosse per fare marketing in tempi di crisi</title>
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				<updated>2010-02-13T10:22:13Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Marketing in tempi di crisi&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''5 MOSSE PER FARE MARKETING IN TEMPO DI CRISI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Far bene il proprio lavoro per vedere progressivamente –e spontaneamente- affluire nuova clientela non basta più. Crisi e pressione competitiva hanno acceso i riflettori su un “nuovo” problema: trovare i clienti. E’ arrivato il momento di fare marketing in modo intelligente: cominciate con 5 semplici “mosse”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Impiegate meglio il tempo non fatturabile'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se questo non è il “tempo della raccolta” è senz’altro “il tempo della semina”. State utilizzando il tempo non fatturabile in attività redditizie? Avete pianificato una serie di azioni da realizzare nel breve periodo per guidare la vostra realtà fuori dalla crisi? E’ indispensabile oggi più che mai che ognuno si concentri su quello che sa fare meglio, ossia il proprio lavoro: pertanto fatevi aiutare da un professionista del marketing, interno o esterno che sia. L’importante è non sprecare altro tempo prezioso in iniziative inutili e avviare, al contrario, una serie di operazioni veramente efficaci. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Indagate che cosa rende i vostri clienti dei clienti fedeli''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pensate all’idea di “qualità” che cercate nei rapporti di lavoro: voi, per primi, la state offrendo ai vostri clienti? La fedeltà è un’arma potentissima e come voi “fate sentire” i vostri clienti ha oggi più che mai un impatto diretto sulle loro decisioni “d’acquisto”. Chi si comporta da mero “fornitore di servizi” o come un “mercante” dando per scontata l’attività da svolgere o pensando di poter approfittare dell’occasione del momento ... la fedeltà del cliente se la scorda. E in tempi in cui la concorrenza è agguerritissima spingere i propri clienti a “testare” un altro professionista è decisamente una pessima idea. Rispondete sinceramente: tornereste da un “fornitore” che non vi ascolta attentamente, non è reperibile, non vi dedica il suo tempo, non vi richiama, cerca di liquidare il vostro problema affrettatamente e non è cordiale con voi? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Fate visita ai vostri clienti'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fiducia si guadagna e si mantiene sempre nello stesso vecchio modo: guardandosi negli occhi. Tecnologie sempre più efficienti hanno reso superfluo incontrarsi. Ma solo apparentemente. La verità è che oggi non c’è niente che paga di più che trovare il tempo per visitare i propri clienti e informarsi su come vanno le cose. Nel vostro piano di breve periodo programmate almeno un incontro per parlare con loro e chiedere che cosa li preoccupa di più. Solo recandovi fisicamente presso le loro strutture, potrete davvero capire come “funzionano le cose dalle loro parti”. Sarà una prova del vostro interesse e aiuterà voi a svolgere meglio il vostro lavoro. Potete anche invitarli ad altre iniziative professionali interessanti per la loro attività: condividere momenti dedicati all’apprendimento aiuta a consolidare i rapporti. Anche eventi “più sociali” possono essere efficaci occasioni d’incontro ma attenzione al tipo di cliente e di evento. Ricordatevi le due regole d’oro alla base di tutte le relazioni: ascoltare e dar tempo al rapporto di crescere senza bruciare le tappe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Non abbiate paura di fare le domande giuste'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mai come ora è indispensabile capire a fondo le necessità dei clienti. Troppo di frequente si dà per scontato cosa pensano o si crede che siano soddisfatti solo perchè non se ne sono ancora andati. Non si può più “supporre” o basarsi su informazioni non aggiornate che non riflettono più i loro bisogni correnti. Scegliete il 20% dei clienti che l’anno passato vi ha permesso di realizzare un buon fatturato e intervistatelo per capire che cosa apprezzano, come potete aiutarli e come potete migliorare il servizio offerto. Non scuotete la testa: le interviste al cliente sono il metodo più efficace per comprenderne a fondo i bisogni e identificare eventuali problemi da risolvere. Non scuotetela di nuovo: non potrete sapere quello che il cliente vuole fintanto che non glielo chiederete. Siete o no i loro consulenti di fiducia? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Imparate a leggere le ...altre sfere di cristallo'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta che lo studio è di nuovo a pieno regime, come si imposta il marketing di lungo periodo? In mancanza di una sfera di cristallo, si possono usare altre fonti per capire su quali fronti è vantaggioso impegnarsi. Stampa, internet, camere di commercio, associazioni di categoria, ecc. Fare opportune previsioni vi consente di concentrare i vostri sforzi per es. valorizzando una parte dei servizi che già offrite o dedicando del tempo per apprendere nuove tecniche e specializzarvi in ambiti diversi. Non sottovalutate i cambiamenti normativi: a seguito dell’introduzione di nuove leggi si possono aprire nuovi spazi verso i quali orientare la propria attività. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fate marketing in modo intelligente. E’ arrivato il momento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Giulia Picchi'''          &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Email: info@marketude.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
--[[Utente:Giuliapicchi|Giuliapicchi]] 10:22, 13 feb 2010 (UTC)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Utente:Giuliapicchi</id>
		<title>Utente:Giuliapicchi</title>
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				<updated>2010-02-13T09:58:45Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Creata pagina con ''''Giulia Picchi''' è partner di marketude e opera come consulente di marketing, comunicazione e sviluppo del business per studi di avvocati e di commercialisti.   Giulia vanta …'&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Giulia Picchi''' è partner di marketude e opera come consulente di marketing, comunicazione e sviluppo del business per studi di avvocati e di commercialisti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia vanta un’approfondita conoscenza sia delle tematiche di marketing, grazie all’esperienza maturata lavorando presso alcune società di consulenza, sia delle problematiche che caratterizzano l’attività di uno studio professionale, grazie al lavoro svolto come Responsabile marketing e comunicazione presso uno studio di commercialisti con sede a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attualmente collabora anche con l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano come Responsabile delle comunicazioni interne e con la Fondazione dei Dottori Commercialisti come Responsabile marketing e comunicazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia si è laureata in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano e ha conseguito il diploma MBA al MIP Politecnico di Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia è anche autrice di alcune pubblicazioni sul marketing per i professionisti in riviste specializzate di settore e partecipa regolarmente come relatrice a conferenze e seminari rivolti sia ad un pubblico nazionale che internazionale, sul marketing legale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giulia è co-autrice del testo “Strumenti e casi di Marketing per Avvocati” (edito da UTET / WoltersKluwer, 2007), del testo “Comunicare le professioni intellettuali” (edito da Spazio RP, 2008) e del testo “La gestione dello studio legale” (edito del Sole24Ore, 2009) e scrive regolarmente per la colonna &amp;quot;A lezione di marketing&amp;quot; pubblicata all'interno del quotidiano economico giuridico Italia Oggi.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Marketing_per_gli_studi_professionali</id>
		<title>Marketing per gli studi professionali</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.wikilegal.it/index.php/Marketing_per_gli_studi_professionali"/>
				<updated>2010-02-13T09:55:00Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: ha spostato Marketing a Marketing per gli studi professionali&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Che cosa è il marketing per gli studi professionali? &lt;br /&gt;
Il marketing è un modo di pensare, un sistema di governo, un processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''E’ un modo di pensare'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Innanzitutto, perché richiede una continua attività di analisi, sia dell’ambiente esterno che di quello interno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In secondo luogo perché, per essere veramente efficace, deve proporsi come un atteggiamento, una filosofia condivisa che orienta verso un unico fine le attività di tutti quanti operano all’interno dell’organizzazione: il marketing non può e non deve affatto essere appannaggio di pochi specialisti ma, piuttosto, responsabilità di tutti. Con il passare del tempo, costituirà, al pari dei clienti e dei collaboratori, il vero patrimonio attraverso cui lo Studio opera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, è un modo di pensare perché presuppone non solo l’applicazione di una serie ben definita di metodologie ma anche l’attitudine a superare, in modo a volte molto creativo, le difficoltà che l’attività di analisi –spesso- porta alla luce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''E’ un sistema di governo'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di concerto e grazie all’apporto dell’attività svolta da altre funzioni (si pensi all’amministrazione o al controllo di gestione), il fine del marketing è quello di orientare le scelte e le decisioni di chi è alla guida di una qualsiasi entità organizzata affinché questa non solo sopravviva ma, anzi, cresca e prosperi nel tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''E' un processo'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A causa dell’elevata rapidità con la quale l’ambiente di riferimento muta (e non si sta parlando solo di quello esterno) è assolutamente indispensabile monitorare di continuo i cambiamenti in atto tentando, dove e quanto più è possibile, di anticiparne direzione ed effetti. In questo senso è evidente come il marketing, che comporta una serie di decisioni fortemente correlate all’analisi di contesto, debba essere un’attività che, pur programmata in dettaglio e nell’ambito di una pianificazione molto attenta, non conosce sosta.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Marketing_-_Il_negozio_come_nuova_modalit%C3%A0_per_erogare_servizi</id>
		<title>Marketing - Il negozio come nuova modalità per erogare servizi</title>
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				<updated>2010-02-13T09:55:00Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: ha spostato Marketing a Marketing per gli studi professionali&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#REDIRECT [[Marketing per gli studi professionali]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/Marketing_per_gli_studi_professionali</id>
		<title>Marketing per gli studi professionali</title>
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				<updated>2010-02-13T09:54:07Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Marketing per gli studi professionali&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Che cosa è il marketing per gli studi professionali? &lt;br /&gt;
Il marketing è un modo di pensare, un sistema di governo, un processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''E’ un modo di pensare'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Innanzitutto, perché richiede una continua attività di analisi, sia dell’ambiente esterno che di quello interno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In secondo luogo perché, per essere veramente efficace, deve proporsi come un atteggiamento, una filosofia condivisa che orienta verso un unico fine le attività di tutti quanti operano all’interno dell’organizzazione: il marketing non può e non deve affatto essere appannaggio di pochi specialisti ma, piuttosto, responsabilità di tutti. Con il passare del tempo, costituirà, al pari dei clienti e dei collaboratori, il vero patrimonio attraverso cui lo Studio opera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, è un modo di pensare perché presuppone non solo l’applicazione di una serie ben definita di metodologie ma anche l’attitudine a superare, in modo a volte molto creativo, le difficoltà che l’attività di analisi –spesso- porta alla luce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''E’ un sistema di governo'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di concerto e grazie all’apporto dell’attività svolta da altre funzioni (si pensi all’amministrazione o al controllo di gestione), il fine del marketing è quello di orientare le scelte e le decisioni di chi è alla guida di una qualsiasi entità organizzata affinché questa non solo sopravviva ma, anzi, cresca e prosperi nel tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''E' un processo'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A causa dell’elevata rapidità con la quale l’ambiente di riferimento muta (e non si sta parlando solo di quello esterno) è assolutamente indispensabile monitorare di continuo i cambiamenti in atto tentando, dove e quanto più è possibile, di anticiparne direzione ed effetti. In questo senso è evidente come il marketing, che comporta una serie di decisioni fortemente correlate all’analisi di contesto, debba essere un’attività che, pur programmata in dettaglio e nell’ambito di una pianificazione molto attenta, non conosce sosta.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.wikilegal.it/index.php/File:5_mosse_per_fare_marketing_in_tempi_di_crisi_W_100213.doc</id>
		<title>File:5 mosse per fare marketing in tempi di crisi W 100213.doc</title>
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				<updated>2010-02-13T09:40:50Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Giuliapicchi: Marketing per i professionisti - 5 mosse per fare marketing in tempi di crisi&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Marketing per i professionisti - 5 mosse per fare marketing in tempi di crisi&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giuliapicchi</name></author>	</entry>

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